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lampi e ancore dalla rete

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Oct
23rd
Fri
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If you really want to hurt your parents and you don’t have nerve enough to be homosexual, the least you can do is go into the arts.
— Kurt Vonnegut (via mercenarywriters)
Oct
22nd
Thu
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Se queste parole

Se queste parole
sapessero scampare
dal cuore la linfa
ch’enorme il platano
spinge alle foglie.

Se potessero, le loro radici, 
nella terra piantate
della pioggia nutrirsi.

Se mutassero in verde
il giallo soffio minerale
che viene dall’Africa

Vivremmo mille anni
e mille ancora soli
morendo ad ogni alba
per risorgere al tramonto

Se queste parole
fossero pioggia,
goccia a goccia
le farei scendere
per fertilizzare
lo spirito di carta

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Semplicemente Vivere

E’  pennellare assurdo
questo mio discorso da poeta
E’ confuso scarabocchiare
questo balbettio da pittore.

D’arte non si deve parlare
se se ne vuole il fare
ma resta punto fermo
capire se la carta sia tela
o la trama amalgama,
se sia l’inchiostro
il seme giusto
per fertilizzare l’anima
o la tua bella tempera
se realmente ciò che vedo
è solo immagine
o più semplice sia
meglio vivere.

Aug
19th
Wed
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avviso importante. tra pochi giorni il blog scriptavolant.net/blog migrerà al seguente indirizzo. www.scriptavolant.net. aggiornerò anche i feed. chi è solito leggere i mie sporloqui prenda nota. un salutone

Aug
1st
Sat
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Si prepara per una giornata di mare dopp aver letto in nottata soldati di fabio mini, einaudi. Un libro fondamentale

Jul
19th
Sun
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Vago

Vago tra i cantieri di ruderi futuri
che nel breve tornare di giorni,
bramano condomini ovunque
come inganni
Divellere continuo e scavare
per ergere tremuli tramezzi
che il perenne movimento
dei loro passi correnti sicuri
e l’interminabile fluire umano
riversi in un bacino di luci.
Pietra su pietra muore
nel domenicale riposo la vita
e i gatti a prendere il sole
tra nugoli di lamiere colorate,
giacciono ignari nella cattedrale
dell’inutile tempo che resta
alle bande arroventate di ruggine

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Ballando intorno

Pagheremo con la ferocia
questo nostro lungo ballare
attorno al tavolo da gioco.
Azzardo sulla pelle degli uomini
che abbiamo svestito, smangiato,
respinto alle loro capanne caparbie
ossa e miserie sul fondo del mare.
Lo strazio d’inermi urla dal fondo tubo catodico
trasmuta in grasse risa, isteriche e metalliche.
Ci strapperanno via la pelle
e a morsi la carne dal viso.
Sarà la morte maschera
per noi attori a teatro,
muti spettatori di crudeltà
spettacolo
Perché non tremi poeta?
Perché ho scavato
nelle parole, sempre,
scovando la verità.
E sapevo.

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Arbusto

Sono solo
un arbusto riarso
teso in attesa
d’un colpo di vento
che mi porti lontano
dal pietroso deserto
e nei cieli polvere
sparga di me
ciò che resta
di verde memoria

Jul
13th
Mon
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Vedo

Vedo le strade
esplodere
ubriache di sangue
di rabbia rinchiusa
in diverse divise .
E finalmente
gli inermi vedo
ridere della fine.
Cos’è costata
la vita se non
un’altra vita,
sempre?
Hanno spento la TV,
dissolto il sogno.
Oscurato, lo schermo, riflette
denti digrignati e bava alla bocca,
sui visi ottusi di pace
progresso, benessere.
Gli Spari sono qui
non più eco lontana.
La ferocia prossima
a sbarcare il lunario,
inebria di sangue
nuovi attori stupiti

La vedo, cieca, la rabbia
dell’ omuncolo violento,
pestare la donna
fuori le mura di casa;
finalmente.
Vedo le strade tornare teatro
del desiderio nascosto
tra le chiappe dei trans,
tra i seni sfiniti lungo il viale
che passeggia di notte
la bimba nigeriana
col suo curioso ombrellino rosso.
Tra poco saremo liberi
di cacciare com’era un tempo.
L’uomo non è diverso
e il diverso non uccide.
Il sangue non ha colore
se non il rosso che aspetta
le orde tornare feroci.
Si muore in fondo
per essere uguali
cumuli di cenere.
Pronto a morire
ebbre di sangue
vedo le strade